la processionaria: tipi e disinfestazione

Come abbiamo visto, con l'arrivo della primavera torna ad uscire la processionaria.

Così, oltre ai classici disagi di stagione come il rischio di contrarre la Filariosi tramite le zanzare o la Leishmaniosi tramite i flebotomi, e le infestazioni da pulci e zecche, adesso abbiamo anche il rischio di incontrare la pericolosissima Thaumenotopea Pityocampa, altrimenti detta Processionaria.

Come ormai sappiamo occorre prestare particolare attenzione in giardini, parchi e boschi, ma anche semplicemente per strada.

alt processionaria

Negli ultimi anni, in tutto il territorio della Toscana, è aumentata la diffusione delle processionarie del pino e della quercia.

Questo aumento, che si ripete periodicamente, rappresenta una variazione naturale dovuta a una serie di fattori (clima, presenza di nemici naturali, stato della vegetazione) che possono influire sulla nascita e la sopravvivenza degli insetti.

Ricordiamo che nel 2007 è stato emanato un apposito Decreto Ministeriale che impone la lotta alla processionaria nelle aree individuate come più a rischio.

Per quanto riguarda la sintomatologia ed il primo intervento rimando al relativo articolo su questo sito.

Cos'è la processionaria?

La processionaria è un lepidottero della famiglia dei Notodontidae, molto diffuso in Europa, Nord Africa e Asia e pericolosissimo per i nostri cani.

Il suo nome è dato dal fatto che le sue larve si muovono in fila indiana o in formazione piramidale (a seconda della specie) formando una sorta di processione.

La processionaria è un parassita molto dannoso oltre che per gli animali e l'uomo, anche per gli alberi su cui nidifica: è infatti estremamente vorace, ne distrugge il fogliame danneggiando anche il ciclo vitale della pianta stessa.

processionaria bruco

La processionaria è un bruco ricoperto di peli verdi o neri con una fascia sul dorso di color giallo prima della muta e in seguito marrone con delle inconfondibili striature.

I peli urticanti, che causano le gravi reazioni allergiche tipiche della processionaria, possono trovarsi anche nell’aria: complici il vento e il loro stesso movimento o le reazioni di paura del bruco che quando avverte il pericolo semina ovunque le setole di cui è ricoperto.

Il ciclo vitale della processionaria

Il ciclo vitale della processionaria si suddivide in quattro fasi:

  • uovo
  • larva o bruco (fase giovanile durante la quale si alimenta mangiando le foglie)
  • crisalide (fase di trasformazione da larva a farfalla)
  • adulto o farfalla

La processionaria è un insetto che costruisce i nidi sui rami di molte piante giovani.

Trascorre i caldi mesi estivi come bozzolo seppellito sotto terra.

Le falene iniziano a emergere dal suolo nel mese di agosto; trascorso qualche giorno iniziano la ricerca di piante adatte per deporre le uova.

Ogni femmina di processionaria produce un “ammasso” di uova (il nido) che viene fissato ad un ago dell’albero ospitante.
Il nido, se costruito sui pini, ricorda nella forma e nelle dimensioni una noce di cocco, mentre quando è costruito sulle querce assomiglia vagamente ad una bisaccia. I nidi possono superare il metro di lunghezza.

Il nido può contenere fino a 300 uova completamente ricoperte da scaglie, provenienti dall’addome della femmina di processionaria, dalle quali dopo almeno 4 settimane nascono le tipiche larve.

processionaria cane
larve processionaria

Le larve sono lunghe circa 1-3 cm ed il loro corpo è ricoperto di peli gravemente urticanti e necrotizzanti che possono essere facilmente liberati nell’aria e trasportati dal vento.

Questo è la fase del ciclo vitale della processionaria che è di maggior pericolo sia per i cani che per l'uomo ed altri animali, sia per le piante. La processionaria è uno degli insetti più distruttivi. Nonostante la modesta dimensione, le larve di processionaria sono dotate di forti mandibole in grado di fagocitare i duri aghi di conifera già subito dopo la nascita. In poco tempo spogliano completamente un ramo.

I bruchi di processionaria hanno un comportamento “gregario”, vivono in gruppo. Inizialmente sono nomadi, spostandosi di ramo in ramo costruendo nuovi nidi provvisori, ma in prossimità dell’inverno formano un nido in cui sverneranno per poi riprendere la loro attività in primavera.

L’attività riprende quando iniziano i mesi caldi (marzo-aprile) e le processionarie, in genere verso la fine di maggio, giunte a maturità, discendono dagli alberi. La discesa avviene sempre in fila indiana, e raggiunto il suolo si dirigono in un luogo adatto per tessere il bozzolo.

Quando lo trovano si interrano ad una profondità di circa 15 cm e si incrisalidano tutte insieme.

crisalide processionaria

Lo stato di crisalide ha durata di circa un mese, ma può prolungarsi anche per uno o più anni (periodo di diapausa). Gli insetti, raggiunta la maturità e avvenuta la metamorfosi, durante il mese di luglio-agosto escono dal bozzolo ed emergono dal suolo.

I bruchi (le processionarie) possono arrivare a essere molto dannosi per l’uomo e perfino letali per il cane.

La processionaria adulta è una normalissima farfalla notturna dalla forma triangolare, con ali larghe 3-4 cm, di colore grigio e con delle striature marroni.

farfalla processionaria

Questa farfalla emette, solo in caso di minaccia, un liquido tossico e irritante.

La femmina è solitamente di dimensioni lievemente maggiori del maschio.

Le farfalle hanno una vita di non più di 2 giorni.

Le femmine sono le prime a recarsi sugli alberi ad alto fusto, dove vengono in seguito fecondate dal maschio.

Il lepidottero vola alla ricerca della pianta più adatta per la deposizione delle uova che a fine stagione (agosto-settembre) si schiudono, liberando nuove larve, che iniziano immediatamente la loro attività distruttiva delle piante in estate ed il ciclo ricomincia.

La processionaria nel suo stadio adulto, quindi dopo la trasformazione, è assolutamente innocua, ma durante lo stadio pre-crisalide, quando ancora è un bruco, è pericolosissima.

Diversi tipi di processionaria

La processionaria è facilmente riconoscibile, non fosse altro per il fatto che si sposta in gruppo; in fila indiana (se processionaria del pino) o in formazione piramidale (se processionaria della quercia) alla costante ricerca di cibo.

Proprio il tipico modo di spostarsi in gruppo ha dato origine al nome: processionaria.

Nel mondo esistono diverse specie di processionaria, oltre 40 per l'esattezza, ma in Italia, le più comuni sono:

  • la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa)
  • la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea)

entrambe pericolose per i cani e anche per l’essere umano.

tipi di processionaria

La processionaria del pino

La processionaria del pino è la Thaumetopoea pityocampa, comune nell’Europa meridionale, in Medio Oriente e anche in Africa settentrionale ed è la più comune in Italia.

Colpisce in particolare il pino nero e il pino silvestre, ma è facile trovarla anche presso larici e cedri.
È una specie invasiva e distruttiva capace di distruggere interi boschi di pini privandoli delle loro foglie (aghi).

Nella processionaria del pino i bruchi, usciti dal nido in cerca di alimentazione, si dispongono in fila indiana, in modo che la testa di uno venga a contatto con l’addome di quello che lo precede, formando così processioni lunghe anche parecchi metri.

È possibile che dallo stesso nido possano formarsi una o più processioni, anche con direzioni diverse.

processionaria pino

La processionaria della quercia

La processionaria della quercia è la Thaumetopoea processionea, che vive sulle querce a foglia caduca come farnia, rovere, roverella e cerro.

Gli adulti della processionaria della quercia sono farfalle notturne molto simili alla processionaria del pino. La schiusa delle uova avviene in primavera.

Le loro larve sono di colore grigio bluastro e anch’esse fornite di peli altamente urticanti.

Questi bruchi compaiono in aprile, hanno un’attività più intensa nelle fasi crepuscolari e notturne del giorno e si spostano per alimentarsi formando processioni irregolari.

Durante il giorno le larve si riparano dentro nidi appiattiti costruiti sui grossi rami o alla base del fusto della pianta colpita dal parassita.

nido processionaria quercia

Concluso lo sviluppo larvale, avviene l’incrisalidamento entro un nido definitivo, solitamente posto lungo il tronco della pianta ospite (a differenza di quella del pino, la processionaria della quercia non incrisalida nel terreno, bensì in nidi costruiti, come detto, lungo il tronco della pianta ospite). La metamorfosi porterà ad una nascita di una nuova falena tra luglio e settembre.

La marcia nella processionaria della quercia è differente dalla marcia della processionaria del pino. La marcia della processionaria della quercia viene guidata da un bruco capofila, seguito da una seconda fila di bruchi disposti a coppia, questi a loro volta sono seguiti da una formazione di tre bruchi e ancora più indietro una formazione ordinata per quattro, e così via fintando che la processione si allarga anche con quindici-venti individui; dopo la massima ampiezza la processione decresce assottigliandosi man mano ad un solo individuo.

Entrambi i tipi di processionarie, una volta sazi tornano a riunirsi ripercorrendo la traccia sericea lasciata all’andata.

 

processionaria quercia

I problemi causati dall’insetto della processionaria della quercia sono equivalenti a quelli della processionaria del pino e di conseguenza sono medesimi i metodi di intervento contro tale insetto.

I sintomi causati dalla processionaria

I sintomi possono essere:

  • salivazione eccessiva
  • gonfiore della lingua
  • grave infiammazione di bocca, esofago e stomaco
  • necrosi della lingua e della mucosa
  • febbre
  • vomito e diarrea
  • debolezza e mancanza di appetito

Come curare un cane che ha toccato/ingerito i peli della processionaria

Il modo migliore per soccorrere un cane che mostra i segni del contatto con i peli della processionaria è quello di chiamare immediatamente il veterinario e nell'attesa eliminare il più possibile gli stessi dalla zona colpita. Quindi è opportuno procedere con estrema velocità al lavaggio della bocca con una soluzione di acqua e bicarbonato.

Il lavaggio va effettuato con una siringa senza ago per raggiungere le zone più impervie della bocca e delle zone circostanti.

Quando procediamo al lavaggio ricordardiamoci sempre di usare guanti protettivi per salvaguardarci.

Come combattere i bruchi della processionaria

Se la processionaria è presente sugli alberi del nostro giardino il consiglio di base è sempre di rivolgersi alle autorità competenti o a ditte specializzate nella disinfestazione.

Tuttavia, per conoscenza, può essere interessante sapere che esistono diverse tecniche per debellare i bruchi di processionaria, dalla lotta meccanica all’utilizzo di insetticidi biologici.

Lotta meccanica

È possibile trattare gli alberi colpiti da processionaria tagliando i rami in cui sono presenti i caratteristici nidi e bruciando di conseguenza gli stessi.

Questo metodo si rivela però rischioso in quanto si incorre spesso nella dispersione dei peli urticanti.

lotta meccanica processionaria

In tal caso è essenziale usare tutte le dovute precauzioni (guanti, occhiali, maschere ecc) e mettere a riparo i cani per qualche giorno.

In alternativa si può avvolgere parte del fusto dell'albero in una pellicola cosparsa di colla entomologica.

Questo espediente va ovviamente messo in atto prima della discesa delle larve, quindi tra la seconda metà di febbraio e la prima metà di marzo.

Altro metodo è quello di piazzare un’apposita trappola ad imbuto alla base del tronco, al fine di raccogliere i bruchi per poi eliminarli con dell’insetticida specifico.

Lotta biologica e tecnologica

La prima tecnica prevede l’uso di prodotti a base di Bacillus thuringiensis, ssp. kurstaki.

Questa tecnica risulta difficile da attuare, o molto costosa, quando gli esemplari di processionaria infestanti sono di grandi dimensioni. Inoltre, vista la presenza di nidi sericei a protezione delle larve di processionaria, non è detto che tutte vengano raggiunte dal bacillo.

trappola processionaria

La seconda tecnica prevede l’uso di trappole a feromoni (sessuali).

Queste trappole rappresentano il miglior metodo di contrasto al parassita.

Le trappole vengono posizionate tra giugno e luglio e servono a catturare in massa gli esemplari maschi.

L’efficacia è dovuta sia alla cattura dei maschi stessi, che non riescono più ad uscire dalla trappola, sia al disorientamento degli stessi ad opera degli ormoni sessuali femminili della trappola.

Le trappole si posizionano nei mesi di giugno e luglio, periodo di sfarfallamento degli esemplari adulti di processionaria, ed ogni 3-4 settimane necessitano del cambio della pastiglia del principio attivo.

Ogni 3-4 giorni la trappola deve essere controllata per vuotare il contenitore in cui vengono intrappolati i bruchi di processionaria.

Questo, al momento, si rivela il metodo più efficace tanto che è stato identificato come metodo obbligatori in Italia (D.M. 30/10/2007).

Interessante è l’impiego della Formica rufa, uno dei pochi nemici naturali di questo lepidottero.

Interventi chimici

Uso di larvicidi contro il bruco della processionaria, come il diflubenzuron.

Utilizzo delle armi da fuoco

Potrebbe essere efficace, ma solo nel periodo da dicembre a gennaio, quando le larve si riuniscono nei bozzoli per sopravvivere alle basse temperature grazie all’effetto di gruppo.

Non sono i pallini da caccia che le dovrebbero uccidere direttamente, ma il fatto che sparando il bozzolo si lacera. Da questa lacerazione penetrerebbe il freddo e l’abbassamento della temperatura ucciderebbe le larve di processionaria nei mesi successivi.

MA il metodo potrebbe essere efficace solo in zone in cui le temperature sono effettivamente molto basse per un periodo prolungato.

Oltre che essere inefficace questo sistema risulta anche essere pericoloso.

Lo sparo dovrebbe essere effettuato da distanze ravvicinate, cosa impensabile in ambiente urbano.

Inoltre, l’impatto dello sparo provoca la fuoriuscita e la dispersione dei peli urticanti contenuti all’interno del nido.

NOTA:
Gli esemplari morti, anche se bruciati, continuano ed essere urticanti, quindi è opportuno non disperdere le ceneri nell’ambiente e smaltire in modo opportuno, al massimo seppellendole ad una profondità tale che non possano essere facilmente disseppellite dai cani o da altri animali.

NIDO DI PROCESSIONARIA: DISINFESTAZIONE OBBLIGATORIA

La disinfestazione dei bruchi di processionaria in Italia è obbligatoria dal 2008, con l’entrata in vigore di un decreto ministeriale che stabilisce che “la lotta contro la processionaria del pino è obbligatoria nelle aree in cui le strutture regionali individuate per le finalità di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, competenti per territorio, hanno stabilito che la presenza dell’insetto minacci seriamente la salute delle persone o degli animali o la sopravvivenza del popolamento arboreo”. Deputati alla rimozione dei nidi di processionaria sono il Corpo forestale o professionisti della disinfestazione. Se la pianta infestata è in una proprietà privata la spesa della disinfestazione è a carico del proprietario del terreno.

Potrebbero interessarti anche...

EnglishSpanishFrenchGermanItalian
Scroll Up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: