displasia dell’anca (HD)

La displasia dell’anca è una malattia ereditaria, poligenica, multifattoriale.
È una delle due delle malattie ortopediche su base ereditaria (insieme alla displasia del gomito) che più frequentemente affliggono il cane durante il delicato periodo dello sviluppo e che condizionano poi tutta la sua vita.
Quelli della crescita sono, infatti, anni cruciali per il sistema scheletrico di un cucciolo, specie se appartenente a razze di taglia grande/gigante.

displasia dell'anca

Si tratta di una malformazione dell'articolazione dell'anca, tale per cui, durante la crescita, si crea un gioco articolare eccessivo: la testa del femore non combacia più perfettamente con la cavità del bacino (cavità dell’acetabolo) che naturalmente la ospita, si deforma e l’acetabolo si appiattisce.

Diversi fattori - genetici, ambientali, traumatici e nutrizionali - possono in particolare convergere sull'anca, alterandone la corretta conformazione, ed avviando gravi danni degenerativi, comunemente noti con il termine di “artrosi”.
Ai nostri giorni la displasia costituisce il più comune problema ereditario nella stragrande maggioranza delle razze conosciute, le uniche a non esserne afflitte sono con tutta probabilità, quelle dove non sono fatti controlli.

displasia dell'anca 

Presupposti fondamentali sulla displasia dell'anca

Tre sono i presupposti fondamentali se decidiamo di parlare di questa malattia:

La displasia dell’anca è una malattia che può trasmettersi geneticamente e la cui espressione viene modificata da fattori ambientali.

Nessun allevatore può garantire che i propri riproduttori siano geneticamente esenti da questa malattia.

Nessun allevatore è in grado di garantire che il cucciolo venduto a due mesi (o anche otto o più) sia non affetto, e tanto meno geneticamente esente.

In quest’ottica è fondamentale eliminare dalla riproduzione cani displasici, maschi o femmine che siano. In via preventiva, l'importanza della selezione ha un'enorme significato perché ci permette di tenere sotto controllo, per quanto possibile, la displasia. Dobbiamo diffidare degli allevamenti che accoppiano troppo spesso consanguinei e pretendere che ci venga mostrato l'esito della radiografia di entrambi i genitori del cucciolo che stiamo per acquistare.

La displasia può essere causa di notevole disagio per il proprietario e di grande sofferenza per il soggetto colpito, limitandone pesantemente l’attività e compromettendone gravemente la qualità di vita.

Cause e concause

Essendo una malattia polifattoriale, la causa è anche genetica: le displasie si ereditano, si trasmettono cioè dai genitori ai figli e a trasmetterle non sono solo i cani visibilmente displasici. Possono farlo anche genitori che, pur essendo apparentemente sani, sono in realtà portatori nel proprio DNA di alcuni dei tantissimi (oltre 100) geni per la displasia e, dunque, sono potenzialmente in grado di trasmetterla alle generazioni future.
Per questo motivo, è fondamentale che gli allevatori selezionino attentamente i soggetti destinati alla riproduzione, controllandone il profilo genetico e valutandone attentamente il maggior numero possibile di parenti e discendenti.

Alla predisposizione genetica possono sommarsi altri fattori, che aggravano l’espressione della malattia displasica e/o ne accelerano il decorso.
Tra i fattori di rischio, un ruolo di primo piano spetta all’alimentazione.
Per la displasia dell’anca, sono sotto accusa in particolare le diete ipercaloriche ed iperproteiche. Regimi dietetici di questo genere provocano nei cuccioli, specie di taglia grande e gigante, un incremento del peso assai più rapido di quello previsto dallo standard di razza e, nel contempo, determinano un’accelerazione della crescita ossea, non controbilanciata da uno sviluppo proporzionale dei necessari supporti muscolari e legamentosi.
Altri fattori che possono aggravare una displasia sono: l’esercizio fisico esagerato, in soggetti ad esempio avviati troppo precocemente ad intense attività agonistiche o di lavoro; eventuali traumi (maggiormente per quanto concerne la displasia del gomito) cui i cuccioli sono particolarmente esposti per loro naturale vivacità; possibili malattie ossee concomitanti.

Conseguenze

L’artrosi è un’inevitabile conseguenza della displasia.
Con l’andar del tempo ed il continuo movimento, la conformazione alterata provoca, infatti, l’usura delle cartilagini che rivestono e proteggono le facce ossee contrapposte di queste articolazioni. Ed è a causa dell’artrosi che accompagna la displasia che il cane comincia ad avvertire dolore, riduce la sua attività fisica, zoppica e fatica a muoversi.

I primi segni di displasia dell’anca possono comparire già all'età di 3-4 mesi.
Nelle forme più gravi, quando cioè le teste femorali sono completamente disarticolate, i segni della malattia possono manifestarsi ancor più precocemente.
La sintomatologia è subdola e molto variabile. Il cucciolo può apparire semplicemente riluttante a muoversi, a saltare, a salire in macchina o sulle scale, a giocare con gli altri cani o a “fare le feste” stando in piedi sulle zampe posteriori.
Tutte manifestazioni che, se sottovalutate o fraintese come atteggiamenti da cucciolo “pigro”, e, dunque, non trattate precocemente, sono destinate a peggiorare, compromettendo gravemente la qualità di vita del cane. A causa dell’artrosi che verrà ad instaurarsi, il cane, sebbene ancora in giovane età, sarà costretto a macchinose manovre per alzarsi o sdraiarsi a terra. Inoltre, nel tentativo di limitare il dolore a carico dell’articolazione, sposterà il peso sugli arti anteriori, oppure utilizzerà entrambe le zampe posteriori durante la corsa, con un’andatura detta “a salti di coniglio”.
A parte la sintomatologia, alle volte fin troppo evidente, per una diagnosi certa è necessario eseguire un esame radiologico delle articolazioni coxo-femorali. Il tutto va eseguito con il cane in anestesia generale.

Un proprietario informato e consapevole è una pedina essenziale per prevenire queste displasie e controllare l’artrosi che ne deriva

Regole da applicare

Per garantire al proprio cane una buona qualità di vita, è bene applicare alcune regole:

Scegliere cuccioli figli di genitori esenti
Quando si decide di acquistare un cucciolo, specie se appartenente ad una razza predisposta alla displasia, è importante rivolgersi ad allevatori seri ed affidabili, che utilizzino riproduttori esenti da displasia dell'anca e del gomito.
Per questo esisotno le Centrali di Lettura (CeLeMaSche, FSA) per il controllo ufficiale di tali patologie del cane. Questi organismi valutano la radiografia dei soggetti impiegati per la riproduzione, verificano i segni radiografici della malattia ereditaria e rilasciano un apposito certificato, con valore ufficiale sul grado della displasia o sulla sua assenza. Quando acquistate un cucciolo è quindi importante richiedere all'allevatore copia di tale certificato riferito ai genitori del cucciolo stesso, anche se non c’è mai la certezza che tutti i cani che hanno genitori senza displasia siano anch'essi liberi da displasia dell'anca.

Regolare l’alimentazione
I cuccioli a rischio devono essere alimentati con diete appropriate, specificatamente formulate in base alla loro taglia, all'età, e al tipo di vita che conducono.
In particolare, sono da evitare gli eccessi energetici e le esagerate integrazioni in minerali e vitamine. L’ipernutrizione, infatti, si rivela un fattore di grave danno per le articolazioni in crescita: sia perché il sovrappeso grava esageratamente sulle giunzioni in sviluppo, sia per gli squilibri di natura metabolica che l’ipernutrizione può provocare, a discapito della corretta trasformazione della cartilagine in osso.

Controllare l’esercizio fisico
Il livello ed il tipo di attività fisica devono essere adattati su misura allo stato delle articolazioni del cane in crescita.
Cuccioli a “rischio displasia” dovrebbero evitare regimi di allenamento o impegni agonistici e/o di lavoro troppo intensi, in modo da ridurre l’uso eccessivo ed incontrollato delle fragili articolazioni in crescita.

Prevenire l’artrosi
Prevenire l’artrosi è la chiave di un approccio di successo ai soggetti displasici. Spesso, infatti, poche settimane o pochi mesi di incongruenza articolare possono portare l’artrosi a livelli tali da invalidare il successo di interventi chirurgici di prevenzione, e costringere a chirurgie di salvataggio, spesso invasive e non sempre efficaci.
Per aiutare i cuccioli predisposti alla displasia a ridurre il rischio di grave artrosi, possono essere utili i condroprotettori: sostanze che, se somministrate con razionalità, tempestività e costanza nei soggetti a rischio, consentono di proteggere e rinforzare la cartilagine.
Così facendo, i condroprotettori possono aiutare a ridurre lo sviluppo dell’artrosi.
In ogni caso, sarà il veterinario di fiducia a stabilire precisi protocolli di controllo dell’artrosi secondaria alla displasia, basati ad esempio sulla combinazione dei condroprotettori con il controllo dell’alimentazione (e, dunque, del peso dell’animale) ed un’attività fisica regolare.

Seguire sempre i consigli del Veterinario
Diagnosticata la malattia, è necessario seguire scrupolosamente le indicazioni del veterinario di fiducia, che adeguerà i piani di terapia all'età del cane ed alla gravità dell’artrosi di cui è portatore.

Classificazione FCI della displasia dell'anca

Grado A: nessun segno di displasia dell'anca (HD 0 / HD -).
La testa del femore e l'acetabolo sono congruenti. Il bordo craniolaterale appare netto e leggermente arrotondato. Lo spazio articolare risulta netto ed uniforme. L'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° o superiore. Quando inoltre il bordo craniolaterale circonda leggermente la testa del femore in direzione laterocaudale, la conformazione articolare viene definita "eccellente" (A1).

Grado B: articolazione dell'anca quasi normale (HD 1 / HD +/-).
La testa del femore e l'acetabolo appaiono leggermente incongruenti e l'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° oppure il centro della testa del femore si trova medialmente al bordo acetabolare dorsale con congruità della testa del femore e dell'acetabolo.

Grado C: leggera displasia dell'anca (HD 2 / HD +).
La testa del femore e l'acetabolo appaiono incongruenti, l'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 100° e/o il bordo craniolaterale risulta appiattito. Possono essere presenti irregolarità o segni minori di modificazioni osteoartrosiche a carico del margine acetabolare craniale, caudale o dorsale o della testa e del collo del femore.

Grado D: media displasia dell'anca (HD 3 / HD ++).
Incongruità evidente tra la testa del femore e l'acetabolo con sublussazione. L'angolo acetabolare secondo Norberg è superiore a 90°. Saranno presenti un appiattimento del bordo craniolaterale e/o segni di osteoartrosi.

Grado E: grave displasia dell'anca (HD 4 / HD +++).
Sono presenti modificazioni marcate di tipo displastico delle anche, come lussazione o sublussazione distinta, un angolo acetabolare secondo Norberg inferiore a 90°, un evidente appiattimento del margine acetabolare craniale e deformazione della testa del femore (a forma di fungo o appiattita) o la presenza di altri segni di osteoartrosi

displasia dell'anca

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