B.A.E.R. Test

TEST AUDIOMETRICO B.A.E.R (Brainstem Auditory Evoked Response)

Il B.A.E.R. Test è il test necessario per accertare se il cane è affetto da sordità, più o meno grave.

Purtroppo, è una cosa che può succedere.
Ricerche inerenti la sordità congenita dei cani, hanno portato a stilare una "classifica" delle razze interessate a questa patologia (http://www.lsu.edu/deafness/breeds.htm).

Andando nello specifico di ogni razza, è stata valutata l'incidenza che questa patologia ereditaria ha sulla progenie (http://www.lsu.edu/deafness/incidenc.htm).

Questo tipo di sordità è ereditaria, e colpisce il padiglione auricolare impedendo che il segnale sonoro arrivi al cervello.
La malattia non presenta "gradualità", nel senso che il cane può avere o non avere questo tipo di patologia. Non ci sono perciò vie intermedie.
Altro aspetto importante da considerare è che la sordità congenita può colpire un solo orecchio (udente unilaterale) od entrambi (non udente).

Come si effettua il test

Il test si effettua su cuccioli di circa 60 giorni e si esegue su entrambe le orecchie.
Si stimola l'orecchio con dei suoni e si misurano gli stimoli che arrivano al cervello. Si ottenengono così dei grafici che possono evidenziare se l'orecchio è sano (grafico con picchi) o non udente (grafico piatto).
I grafici possono differire per forma, ampiezza ed altezza dei picchi, ma questo aspetto non è rilevante, interessa soprattutto sapere se c'è o non c'è rispondenza.

Il test viene effettuato in una stanza il più possibile insonorizzata ed in penombra e consiste nell’applicare al paziente, ad ogni orecchio separatamente, uno stimolo acustico o uno stimolo osseo, e nel registrare contemporaneamente i cambiamenti nell'attività elettrica del cervello evocati da ogni stimolo (potenziali acustici).
Si testa ciascun orecchio separatamente, mascherando l’orecchio controlaterale con un “rumore bianco”. La stimolazione acustica si effettua impiegando un suono secco (click), mentre la stimolazione ossea si ottiene esercitando uno stimolo vibratorio direttamente sul cranio, attraverso un vibratore osseo. Questo stimolo vibratorio viene trasmesso dall'osso (non dall'aria) attiva quindi direttamente la coclea e/o gli ossicini, bypassando l’orecchio esterno e forse anche l’orecchio medio. Questo tipo di test permette quindi di differenziare la sordità da alterata conduzione del suono dalla sordità neurosensoriale.

"Lettura" del test

Quest’attività elettrica viene registrata utilizzando elettrodi ad ago. Subito dopo l’applicazione di ciascuno stimolo, vengono normalmente registrati 5-7 potenziali consecutivi; queste onde vengono identificate con i numeri romani (da I a VII). Ciascuna di queste onde corrisponde ad una determinata componente della via acustica. Nel cane e nel gatto, ad esempio, l’onda I corrisponde al nervo acustico e l’onda II al nucleo cocleare. Questa relazione tra potenziale elettrico e struttura anatomica consente di localizzare le lesioni della via acustica con notevole precisione.
Le registrazioni ottenute durante ciascuna serie di stimolazioni sequenziali vengono automaticamente filtrate, amplificate e sommate algebricamente tra loro dal computer; il risultato di questa elaborazione è un grafico riportato in un piano cartesiano avente in ascissa la latenza (msec).
Il BAER test è quindi un mezzo diagnostico obiettivo e non invasivo, che permette di individuare precocemente lesioni subcliniche al sistema uditivo.

Prima dell’esame è necessario rimuovere il cerume e la sporcizia eventualmente presenti nel condotto auditivo del cane. Durante il test l’animale deve restare il più possibile immobile, poiché ogni contrazione muscolare interferisce notevolmente con la registrazione dei potenziali auditivi. Per questo motivo nei soggetti agitati si rende necessario l’impiego di una leggera sedazione al fine di ottenere dei tracciati leggibili.

Ha senso fare il B.A.E.R. test, il test dell'audiometria ai pastori svizzeri?

Sicuramente, male non fa, sapere se il nostro cane ci sente bene, ma, ad es. in Svizzera dove è richiesto per la riproduzione, probabilmente è stato introdotto per l'erronea convinzione che il pastore svizzero sia bianco, come ad es il dogo, quando invece è fulvo, oppure perché è stato rilevato qualche soggetto sordo mono/bilaterale. Ma, non è certo una cosa diffusa e ricorrente nella razza come si evince dai dati riportati nelle tabelle precedenti.

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